04 maggio 2011

Feltrosa 2011, le mie impressioni a caldo

Si conclude Feltrosa e inizia a piovere, anche quest'anno le divinità del feltro si son fatte contagiare dalla festosa allegria della convention e le previsioni meteorologiche infauste della vigilia sono state disattese, il sole ci ha baciati anche questa volta!
Non scrivo al femminile perché a Gambettola abbiamo avuto ben tre 'ometti feltrosi': il nostro fotografo/mascotte, Daniel Kevorkian, coccolato e vezzeggiato come non mai, il fantasioso Carlo, anche quest'anno apparso all'improvviso ed entusiasta nel prender parte ai laboratori ed Andrea, un nuovo amico.
Feltrosa è una festa, un momento di condivisione che lega le persone che vi prendon parte, a di la delle differenze. Come dice Rosanna "feltrosa è l'inglese che tutti capiscono anche senza sapere le lingue perché è un inglese fatto di mani, di lana, di gesti."
Passano gli anni e provo la stessa grande soddisfazione: ho trovato delle persone che hanno condiviso con me il desiderio di stare assieme e vivere un momento di scambio, di arricchimento, di conoscenza.

Non so bene spiegare quale sia il segreto di questo incanto, ci provo. Ripensando alle tante cose dette in questi giorni mi vien da ricordare un pensiero di Carlo “il feltro è una magia, è una somma di piccole fibre fragili e disunite che con un po' di lavoro e di fatica diventa un insieme coeso, che non si separa più.»
Un materiale che ha la forza di resistere allo strappo, che contiene l'acqua, protegge dal vento e dal freddo ed allontana il fuoco: Feltrosa probabilmente si nutre di questo.

Come si nutre dell'albero verde di Michela nel quale l'esperienza e la sensibilità di maestra ed allieva si fondono in una nuova vita rigogliosa.

Grazie a tutti e grazie a Daniel che ci ha ritratti con sensibilità e competenza (sua la foto di fianco)

3 commenti:

  1. già.davvero una gran bella esperienza.sono stata soprattutto calamitata, dalla luminosità di tante anime belle.
    di tanta voglia di fare bene.
    e al di la' di ogni rislato, è il fare che sempre di piu' mi avvince.
    GRAZIE EVA per la tua assoluta e infinita disponibilità e precisa organizzazione...il tuo inglese fa pauuuraaa! (in senso positivo, eh!)

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  2. Ciao Lucia: è stato un vero piacere incontrati. Credo che uno degli ingredienti del successo sia anche lo spirito che anima Fabbrica, il modo in cui lavora Angelo Grassi: tecnicamente ineccepibile, ma con costante attenzione alle presone e all'ambiente in cui viviamo.
    Vanna Romualdi che ha curato i contatti e la mostra ha fatto un lavoro fantastico, di grandissimo valore. Le sono molto riconoscente.

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  3. Eva, come dici tu, è stato bellissimo ancora. Anche le nuove arrivate hanno subito colto l'atmosfera particolare che pare ci faccia vivere per tre giorni in un mondo incantato.
    Con affetto, simpatia e gratitudine per tutti.
    Giulia

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