20 luglio 2011

Due giorni con Paola

Di ritorno a Torino dove ho consegnato all'Associazione Amici della Scuola Leumann la mostra La Borsa accessorio/necessario e da Biella dove sono stata a trovare Stefano e Sissi di Casa Clementina, con i quali sto avviando i contatti per la Feltrosa 2012 mi sono fermata a Serravezza, ospite di Paola Aringes. Nessun motivo mi portava da Paola, se non il piacere di incontrarla, una buffa coincidenza e la voglia di prolungare un viaggio stimolante e piacevole.

Stimo Paola come una delle tessitrici/designer più abili in Italia, da tempo. L'anno scorso ci eravamo incontrate più volte, a Firenze dove Paola frequentava un ciclo di incontri del progetto Percorsi d'Orientamento e a Pietrasanta, dove risiedeva al momento. Avevo anche avuto a che fare con lei per via di uno sfortunato progetto del Coordinamento Tessitori sullo studio dei tessuti popolari del nord-ovest della Toscana, quello in cui Paola abita. Grazie a lei avevo incontrato Candance Crockett ed avevo scritto l'introduzione al catalogo delle opere esposte dalla nota tessitrice statunitense al Palazzo Ducale di Massa.

Appena arrivata nella nuova casa di Giustagnana ho chiesto del telaio: la casa è grande anche se solo parzialmente restaurata e non ne vedevo traccia al piano terreno. Siamo saliti di sopra, nelle stanze 'ancora da finire'. L'ordito di lino arancio e blu era tessuto in una serie di sciarpe, ancora da finire. Ho lodato subito le cimose, perfettamente eseguite, ben progettate, un tocco davvero raffinato. L'autrice è rimasta sorpresa, sembrava un commento di ripiego, un modo gentile per non occuparmi del resto del lavoro... e quando il giorno dopo sono tornata sull'argomento ed ho chiesto se fosse stato possibile averne una buona foto si è capito che facevo sul serio. La tessitura è un'arte di dettagli, di cura del particolare, di bei materiali, di attenti accostamenti di colore.

Fortuna vuole che la figlia di Paola è una giovane e promettente fotografa, così ho praticamente costretto la ragazza a scattare e preparare la foto che mostro. Camilla Maria Santini è il suo nome e le son grata per aver accettato di sobbarcarsi questo lavoro.

Lunedì siamo andati un po' in giro ed al rientro ci siam fermati a visitare il Museo del lavoro e delle tradizioni popolari della Versilia storica, ospitato nel palazzo mediceo di Serravezza, ai piedi delle Alpi Apuane.
L'attività principale delle popolazioni locali è da secoli l'estrazione del marmo, attività alla quale si affianca la lavorazione del ferro e dei metalli. Molte delle sale del museo infatti sono dedicate ad esse. Le attività agricole e la cultura materiale sono documentate attraverso gli strumenti utilizzati in passato.
Cavare il marmo è sempre stato pericoloso e complesso, maestranze specializzate erano e sono impiegate in quella che era una delle poche attività redditizie in un territorio aspro. Le montagne mostrano ovunque i segni della presenza umana, in cave ancora in esercizio e nelle molte oramai abbandonate. Quelle che sembrano cime innevate spesso sono fenditure che mostrano il candore delle rocce e la poca terra coltivabile è ricavata con sistema di terrazzature.
Coloro che, fra gli anni '80 ed il 1996, anno di apertura al pubblico della collezione, si adoperarono per la raccolta dei documenti ebbero la fortuna di avere a disposizione il sapere delle sorelle Teresa ed Irma Barberi, due autentici monumenti della tessitura popolare del Centro Italia. Irma è sopravvissuta alla sorella, ma non ha più l'energia per mettersi al telaio. Paola ci portò a visitarla nel 2006, quando con i tessitori toscani organizzavo i 'sabati dell'ordito'. Postai una foto ricordo con tutti i presenti in un blog creato per documentare l'iniziativa. Il rapporto con le Barberi è stato fondamentale per la formazione di Paola, le passava a trovare ogni volta che poteva a raccoglieva i loro suggerimenti e imparava i mille trucchi del mestiere. Qualche anno fa collaborò alla realizzazione di una intervista filmata.

Se le due sorelle sono un monumento vivente di ciò che è stata la cultura tessile contadina, Paola ne è la custode. Ci ha portato a vedere le stanze del museo di Serravezza dedicate ai corredi, nelle quali sono ricostruiti un letto e gli altri arredi domestici. I due scendiletto sono stati tessuti dalla sorelle e altri reperti riportano il loro operato.
Nella foto, scattata con mezzi di fortuna, si vede il tappeto scendiletto posto alla destra del letto. Oltre al motivo diagonale con trame che si scambiano in modo da creare una sorta di greca sul bordo, noto i materiali poveri ed i colori un po' bigi che hanno le lane di recupero. Ogni maglia inutilizzabile, ogni vecchio calzino veniva sfilato e riusato. Ricordo come ne parlasse Ghersi in un incontro a Rocca Varano, oltre dieci anni fa, mentre mostrava la sua collezione di tessuti a righe: i più poveri che i nostri contadini abbiano prodotto. Ghersi ne possiede un certo numero e qualcuno di essi si trova illustrato nel gruppo Simple Striped Kilim, su Facebook.

Durante la visita Paola ha ricordato una visita del gruppo di tessitrici liguri, che, facendo parte del gruppo di studio di cui sopra, vollero vedere i tessuti in loco, a Serravezza come in altri musei delle tradizioni popolari della zona. Oltre ad essere molto appassionata e disponibile conosce il territorio e le collezioni pubbliche e private che serbano queste stoffe. Ha raccolto così tante notizie circa questi tessuti e le tecniche con le quali veniva realizzate che occorrerebbe prendersi del tempo per ordinare ed organizzare il tutto.

Per ora mi sono limitata a farle qualche domanda in una specie di intervista improvvisata e molto lacunosa, che conto di trascrivere ed integrare presto.

Museo del Lavoro e delle Tradizioni Popolari della Versilia Storica
Presso il Palazzo Mediceo, 55047 Seravezza (LU) Tel: 0584 756100

2 commenti:

  1. Che bella l'amicizia tra tessitrici, e la generosità di chi mette in comune il sapere delle proprie mani!
    Grazie Eva, per questo bel post ricco di spunti di riflessione (con un pizzico di invidia, perchè ancora la mia tessitura resta un esercizio solitario che langue in fondo ad una vita che si occupa d'altro...)

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  2. Si, grazie Eva per aver scritto questo post e tutte le storie cosi' interessante..Per me ci metto un po' di tempo di leggerlo (il mio italiano non e corrente, ma come sempre e vale la pena!! Spero di venire a Feltrosa in 2012 e segue queste store di persona.

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