
La mostra Transitions, allestita dentro e fuori il suggestivo spazio del Castello di Pissignano, propone opere di Angelo Cucciarelli, Luciano Ghersi, Fiona McPeake e Virginia Ryan in collaborazione con il Laboratorio Tessile Alice, ed unisce artisti di fama internazionale insieme per la prima volta grazie all’impegno di Anna Wood e di suo marito, l’ artista Afranio Metelli, recentemente scomparso.
Artisti di varia estrazione che stanno sperimentando nuovi modi di intendere l’arte attraverso l’accostamento di tecniche classiche e l’utilizzo di materiali atipici come tessuti e cuoio.
In occasione dell'inaugurazione, il 22 luglio scorso concerto di Dan Kinzelman ‘Ghost’con Dan Kinzelman, Mirko Rubegni, Manuele Morbidini, Rossano Emili.Anticipata da una scultura di Cucciarelli allestita di fronte al castello, unico lavoro in materiale e tecnica tradizionale, la mostra si sviluppa poi all'interno della torre del Castello, restaurata dal comune ricavando una struttura autoportante in tre sale sovrapposte circondate da ringhiere metalliche di protezione e pavimentazione in tavolato di legno. Uno spazio caratterizzato dalle aspre pareti antiche e dal contrasto di queste con il metallo ed il legno della nuova struttura, un logo affascinante ma di non facile allestimento.
Al pian terreno erano mostrati cinque lavori di Fiona McPeake, in cuoio, ferro e corni bovini.
Pelli animali vengono bagnate messe in forma dall'artista creando rilievi e sculture, sfruttando la naturale irregolarità cromatica e di grana del materiale. Il richiamo all'originaria funzione di copertura/protezione della pelle è messo in contrasto con la deformazione/costrizione imposta dall'autrice. In Testa di Toro, Oxo è come se l'intera pelle dell'imponente animale venisse compressa in una forma cubica, dalla quale emergono le due corna, estrema difesa di un essere potente, ma sconfitto.

Salendo si accedeva allo spazio affidato a Luciano Ghersi, tessitore/filosofo che per l'occasione ha allestito Mutazioni Tessili del DNA, un lavoro realizzato nel 2010 presso la sua Facoltà di Tessere di Porchiano del Monte (TR). Mutazioni ovvero tessitura di stoffe sezionate a strisce usate come trama in una serie di sette pezzi lungo i quali si avviluppano doppie eliche variamente colorate. Un flusso ininterrotto allestito suggestivamente lungo tutto il lato più lungo e sospeso oltre le recinzioni metalliche. Si fonde con i colori delle pareti Missale Romanum, un lavoro a telaio tramato in carta di vecchi libri sei-settecenteschi, stracciati in strisce sottili e arricchito da pochi accenti in cotone rosso.
Micro Shop, un'ingegnosa mostra delle più recenti creazioni del prolifico artista è stato proposto invece durante l'inaugurazione, nel cuore dell'evento, lo spiazzo esterno difronte al tavolo dei beveraggi, all’uscita dal concerto.
I suoi recenti Microkilim in seta ed oro filato, dalle continue ed impercettibili mutazioni ritmiche mi suggeriscono di le composizioni di Steve Reich, con il loro movimento circolare ed incessante, delle quali potrebbero essere il corrispettivo visuale

Salendo la seconda rampa di scale ci si trovava nello spazio allestito da Virginia Ryan: sul lato principale della stanza era appesa una lunga striscia di lino tessuta a mano ricamata in filo rosso sul tema della nascita dalle componenti il 'Laboratorio tessile di Alice' di Foligno, un gruppo di appassionate coordinate da Rosalba Pepi. Il Nascita Project è parte del progetto più ampio The Hand, the Eye, the Voice, concepito da Virginia Ryan nel 2007 e giunto a Foligno alla sua terza tappa. La collaborazione con il gruppo di ricamatrici umbre è culminato nella realizzazione di una lunga striscia, 700 x 40 cm che richiama le fasce con le quali in passato si avvolgevano i neonati. Ognuna delle tredici ricamatrici ha lavorato al tema, tracciando immagini legate alla cura della nuova vita. Ritratti di ognuna di loro accompagnavano l'installazione e le voci registrate narravano in forma verbale ciò che le tracce in filo rosso hanno iscritto nel lino.
Virginia Ryan lavora spesso con comunità di persone, in un'intervista dice: "'Nei progetti collettivi lavoro in un delicato equilibrio nell'instaurare rapporti direttivi e non-direttivi con le mie collaboratrici e nel creare, prima di tutto, un senso di fiducia verso il progetto e nel garantire che tutte le partecipanti […] avvertano la forza delle loro competenze e una grande autorevolezza personale."
Colpisce in tutti questi lavori la componente artigiana del fare artistico, la padronanza tecnica, la capacità artigianale di modificare e trasformare la materia. Tre artisti che non si definiscono 'fiber' ma che sono accomunati dal vivere in terra umbra e dall'aver scelto materiali e pratiche tessili come mezzo d'espressione o tema di ricerca.
Transitions
Castello di Pissignano, Campello sul Clitunno, - Spoleto (PG)
Dal 22 luglio al 31 luglio 2012
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