29 settembre 2011

A little less conversation a little more action

Sarà un caso, ma la foto che mi convince di più fra le poche che ho scattato a Kaunas ritrae un arazzo dal titolo curioso: A little less conversation a little more action, tessuto da Maarja Leola, una studentessa del Tartu Art College.
Per la verità durante la conferenza di EuropeanTextile Network non siamo stati con le mani in mano: oltre alle due -interminabili- giornate di lavori, siamo corsi da una parte all'altra della cittadina lituana per assistere a ben otto (!) inaugurazioni di mostre d'arte tessile. Un'autentica maratona.
Ma la conversazione ha fatto la parte del leone, in ogni caso. Conversazione per scambiarsi pareri ed opinioni e per avviare collaborazioni.
In molti ci conoscevamo da tempo: ci incontriamo da anni in occasione di convegni e mostre. Il mondo della fiber art è piccolo, in fin dei conti. Ma non per questo si esime da autocelebrarsi ogni volta che si presenta l'occasione. Sarà una tendenza dei nostri tempi confusi ed insicuri... a noi fiberatisti piace sentirci parte di una comunità. E' rassicurante.
Così di volta in volta assistiamo a interventi più o meno simili ad altri seguiti in precedenza, ad opera di persone che abbiamo già sentito parlare, degli stessi argomenti. Ci aggiorniamo su quanto la tale o la tal'altra ha fatto negli ultimi due anni, vediamo i lavori dei suoi studenti, le opere che hanno passato il vaglio di giurie internazionali.
Mi piacerebbe assistere a delle rivelazioni sconvolgenti, ma sono testimone di cambiamenti impercettibili, di lente evoluzioni.
Cosa ho da segnalare?
La maturità della scena tessile dell'area baltica, con le sue decine di scuole e la sua preparazione. Tartu è in Estonia, e la sua scuola era una delle sette presenti in una mostra satellite esposta in un'ala in fase di ri-allestimento del più grande ipermercato di Kaunas, un mega supermercato dal nome illuminante: Akropolis! Se un tempo la 'città alta' era il luogo degli incontri e della vita religiosa adesso la città commerciale è il centro della vita pubblica!! I tempi cambiano.

Altra cosa inattesa è la dimensione stupefacente di questa biennale, oramai attestata come la più importante nell'area Nord Europea. L'inaugurazione è stata un evento di massa, svoltasi nell'ampio spiazzo antistante il museo. Centinaia di persone affollavano la Zilinskas Art Gallery, dove era allestita la mostra concorso Rewind the future e molte presenze collaterali. Nella foto di fianco - copyright www.rfoto.eu -

Infine la dirompente presenza cinese. 
Il lavoro 12 moons di Gao Yuan è uno di quelli che mi hanno colpita di più. Dodici tele montate in cornici quadrate erano stampate con altrettante immagini di giovani madri con i loro bambini, da poco emigrate a Beijing dalle campagne cinesi. Un'opera in cui si condensa impegno e citazione colta, eleganza e riflessioni sulla globalizzazione.
Ugualmente raffinato il lavoro di Beili Liu, splendidamente documentato da un video prodotto dalla Biennale stessa. Entrambe le artiste vivono negli Stati Uniti  e son nate la prima a Taipei la seconda nella repubblica popolare cinese.

Come ogni volta che torno alla base dopo le conferenze ETN sono piena di voglia di fare e mille sono gli spunti di riflessione. La gratitudine che provo per Beatrijs Sterk e la sua organizzazione è confermata anche quest'anno e mi auguro che sempre più persone vogliano aderire e che partecipino attivamente alla vita di questo grande progetto internazionale.

 

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