Interessata al fenomeno ed all'enorme risonanza che l'iniziativa avviata da Elis Vermeulen e Cynthia Reynolds riscuote nel mondo del feltro quest'anno mi sono cimentata anch'io nella creazione di un lavoro per la mostra virtuale Felt United. Ogni anno viene proposto di esporre o indossare un lavoro in feltro creato per l'occasione in una gamma specifica di colori. Quest'anno il rosso, il viola ed il blu.Nei giorni che hanno preceduto la data stabilita ho preparato un intreccio di corde di feltro e mi sono accordata con l'amico fotografo Daniel Kevorkian affinché venisse esposto e fotografato il 1° di ottobre, la data in cui si celebra la giornata internazionale del feltro.
Avevo navigato sul sito un paio di volte, in modo non sistematico, ma sapevo in cosa consistesse l'iniziativa, da tempo. Faccio parte del foltissimo gruppo che le due organizzatrici hanno aperto su Face Book, il gruppo più grande sul feltro tra quelli presenti sulla grande piattaforma. Più di 1400 membri! Gli altri gruppi internazionali arrivano a stento a 1000, il più grande di quelli italiani, Amici del feltro, supera di poco i 500.
Ho cercato di fare le cose perbenino: pur avendo creato il mio intreccio in perfetta e frettolosa solitudine ho voluto che venisse installato con l'aiuto di un gruppo di amici, mostrato e fotografato il 1° ottobre, come vuole il motto: FeltUnited - 3rd International Day of Felt - October 1st, 2011
Felt - intertwined, bound together, forever as one - United. Una piccola testimonianza di come il feltro oltre ad aggregare fibre aggreghi persone.
Ci siamo divertiti, e non è poco!
Poi alla sera mi sono collegata al sito www.feltunited.com ed ho caricato le mie due foto. Qualche settimana dopo la mostra era visibile. Un vero tripudio di rosso, viola e blu! 376 foto in tutto. Per vederla tutta e leggere i nomi di quanti vi han preso parte serve almeno un'ora.
Sono stata assalita dalla curiosità: quante persone che conosco hanno partecipato? quanti dall'Italia?
Tita Malingamba dal Canton Ticino (quasi Italia...) ha avuto l'onore della foto-copertina. E se l'è meritato. (vedi foto qui di fianco)
E poi ho trovato fra le tante foto quelle di Marina Oldani, di Kristina Foley (una ragazza statunitense residente nei pressi di Firenze che crea del bel lavoro indossabile), di Lisbeth Wahl Di Valentina Degl'Innocenti e di un gruppo parecchio attivo anche su Facebook con un curioso nome Il gregge del feltro a mano.
Quest'ultimo ha creato un'installazione site specific rivestendo un paio di alberi in una radura, un lavoro collettivo e scenografico, che rispecchia lo spirito comunitario dell'iniziativa.
Mi consola che i lavori delle colleghe ed amiche abbiano tutti qualità e che siano tutti stati creati per l'occasione, eppure mi aspettavo più adesioni. Ho controllato anche gli anni passati, 2009 e 2010, scoprendo che non si hanno mai avute più di sei partecipanti dal nostro paese. Ho notato anche come l'interesse si sia via via spostato dalla testimonianza di un fare collettivo e aggregante alla voglia di esserci come individui. Meno lavori a più mani, meno pezzi creati per l'occasione, più sciarpine ed oggettini vari ripescati fra quelli che hanno più o meno i colori giusti.
Essendo parte del gruppo Facebook vedo come la voglia di mostrare qualunque cosa comunque, anche se fuori tema e fuori contesto sia una tendenza molto comune. Tanto è vero che i circa 1400 feltrai del social network (che si direbbero entusiasti verso il progetto di condivisione) si riducono a un paio di centinaia di persone che hanno un lavoro nella mostra virtuale mentre la galleria di foto di Facebook ne contiene più di 600. Le curatrici hanno escluso dalla mostra i lavori che non rispettavano le richieste del bando e si vedono costrette a cancellare quasi quotidianamente immagini che vengono aggiunte sulla bacheca virtuale del network. Il mondo del feltro è passato dalla fase aggregativa ad una più individuale, temo.
E allora il mio intreccio di colori, che volevo simboleggiare (alla buona mi raccomando, non mi prendo così sul serio!!) l'incontro di diverse persone ed esperienze finisce per essere un incontro di elementi che dall'intreccio escono esattamente come sono entrati... le lunghe code che avevo feltrato per ancorare il lavoro agli alberi sono identiche da un alto e dall'altro. Ci si intreccia ma alla fine si ritorna esattamente come siam partiti. Vorrei che il 2012 fosse diverso, che l'incontro con gli altri ci cambiasse nel profondo. Ci riusciremo?


Io sono una di quelle che tutti gli anni, in occasione delle varie iniziative e dei vari concorsi pensa "mi piacerebbe partecipare, ci vorrebbe una bella idea" ma poi il tempo passa e l'idea non arriva, la quotidianità mi porta lontano dai progetti artistici... e tutti i buoni propositi (collettivi o individuali) vanno a farsi benedire...che tristezza!
RispondiEliminaMa la speranza è sempre l'ultima a morire! :-)
Buon anno Eva!!!
Ciao Lilli!! Lo so, succede anche a me, tantissime volte. Pensa sapevo del libro della Lark Books, quello dei 500 felt works, mi ha fatto fatica anche leggere il bando e mettere assieme il dossier, eppure un lavoretto o due li avevo ed anche un fotografo fidato!!
RispondiEliminaE non è l'unica!
Ma quello che mi colpisce in questa storia di FeltUnited è quante persone si siano iscritte al gruppo di Facebook e come sian poche quelle che compaiono nella mostra virtuale. Tanti postavano foto sulla bacheca del gruppo ma pochi nell'upload del sito. Eppure la mostra era quella di feltunited.com e non quella su FB.
Credo che ci siano difficoltà di comunicazione e che la semplicità di FaceBook sia una sorta di asso pigliatutto.
ciao Eva........
RispondiEliminaIo avevo organizzato un gruppetto e durante il 3 ottobre abbiamo creato un grappolo d'uva a 8 mani, più o meno familiari con il feltro- un omaggio alla nostra zona piena di vigne, fatto in unità. Ho scritto a le due creatrici di aggiungere le nomi di tutti (e girare una foto)- ma sembra che saranno state immerse nel lavoro e che avrei fatto meglio a aderire con un nome di gruppo.
Ti auguro un bellissimo anno nuovo- pieno di creatività, gioia, progetti realizzati (e ben pagati...)
a presto
Lisbeth
Ciao Lisbeth,
RispondiEliminaanche il lavoro che realizzaste per la prima edizione è inserito a nome della persona che ha spedito la foto. Organizzare cose così grandi è complicato, per giorni e giorni finisci per fare solo quello...